58° stagione Lirica Sperimentale - Spoleto 2004                                          <<

 Programma preliminare             

 

Giacomo Puccini
 

(1858 - 1924)

 

"Bohčme"

Prima rappresentazione: 01.02.1896, Teatro Regio, Torino
 

Trama dell’opera
 


QUADRO PRIMO

 

In una misera soffitta.
Quattro giovani amici - il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard ed il filosofo Colline - conducono una gaia vita di bohčme. I soldi mancano quasi sempre, spesso si digiuna, ma la gioventų e la spensieratezza aiutano a superare molti ostacoli. La vigilia di Natale vede Rodolfo e Marcello che, infreddoliti ed impossibilitati a lavorare per il gelo che ha invaso la soffitta, sono costretti a bruciare nel caminetto il grosso manoscritto di un dramma di Rodolfo. Rientra Colline, desolato perché ha trovato chiuso il Monte dei Pegni; ma Schaunard, invece, arriva tutto esultante portando del denaro, frutto di un'insolita sua prestazione musicale. I quattro amici decidono di festeggiare la vigilia di Natale con una cena al Quartiere Latino, quando giunge, non gradito, il padrone di casa Benoh a reclamare la pigione dell'ultimo trimestre. Costretto a bere dai turbolenti inquilini, il vecchio si lascia andare ad imprudenti confidenze sulle sue infedeltā coniugali e viene perciō cacciato con alte grida di riprovazione dagli improvvisati moralisti. Marcello, Colline e Schaunard escono; Rodolfo deve attardarsi per finire un articolo di giornale. Mentre il poeta sta scrivendo, fa la sua apparizione Mimė, una dolce e bella grisette che abita in una soffitta dello stesso casamento. Le si č spenta la candela, chiede aiuto a Rodolfo: ma, appena entrata, si sente male e le cadono di mano il candeliere e la chiave di casa. Rodolfo č colpito dal pallore e dalla bellezza della fanciulla. l'aiuta a rimettersi ma, trovata nel buio la chiave, si guarda bene dal restituirla a Mimė: chiamato a gran voce dagli amici impazienti di far baldoria, convince la ragazza ad unirsi a loro. Mimė dolcemente cede. Giā innamorati, i due giovani si baciano, poi a braccetto, si avviano gių per la scala.

 

 

 

QUADRO SECONDO
 

Al Quartiere Latino.
Colline ha comprato un vecchio, sdrucito pastrano; anche Schaunard fa acquisti, mentre Rodolfo e Mimė si aggirano fra la folla, felici del loro amore. Il solo Marcello č triste e pensieroso: la bella Musetta, infatti, lo ha abbandonato da qualche tempo per correre dietro a nuovi amori. Rodolfo compra una cuffietta rosa a Mimė e presenta la ragazza agli amici; tutti insieme si siedono ad un tavolo del Caffč Momus ed ordinano una ricca cena. Appare ad un tratto sulla piazza Musetta, elegantemente vestita: le vien dietro Alcindoro, un vecchio pomposo e ridicolo che č il suo amante attuale. Scorto Marcello, la ragazza si siede al tavolo vicino a quello degli amici e dal suo posto lancia frasi maliziose e occhiate eloquenti. Marcello finisce per cedere, una volta ancora, al fascino di Musetta, la quale civetta con lui dopo aver allontanato con un pretesto Alcindoro. Passa la banda militare seguita da una gran folla; i due amici si allontanano unendosi alla baraonda generale. Quando Alcindoro torna al suo tavolino, non trova pių Musetta ma, in cambio, i due conti da pagare, e cade sopra una sedia allibito.

 

 

 

QUADRO TERZO
 

La Barriera d'Enfer.
In un cabaret vicino, lavora Marcello, ivi alloggiato insieme con Musetta, che dā lezioni di canto agli ospiti. E' l'alba: gli spazzini si recano al lavoro, passano carrettieri e lattivendole. Mimė, pallida e sofferente, ha un colloquio con Marcello: la vita con Rodolfo č diventata impossibile, le liti e le incomprensioni sono all'ordine del giorno e la fanciulla non sa pių che fare. Nascosta dietro agli alberi, Mimė assiste al colloquio tra Rodolfo - appena sopraggiunto - e Marcello: il poeta accusa Mimė di leggerezza e infedeltā ma poi - dietro insistenza di Marcello - confessa la vera ragione del suo modo d'agire. Mimė č gravemente ammalata e la vita nella fredda ed umida soffitta finirebbe per abbreviarle l'esistenza: č necessaria quindi una separazione. Mimė, dal suo nascondiglio, si lascia sfuggire un singhiozzo, e Rodolfo la scopre. Un appassionato colloquio s'intreccia tra i due amanti, che ricordano con struggente nostalgia tutte le gioie del periodo trascorso insieme. Alle tristi e dolorose parole di Mimė e di Rodolfo si uniscono, ad un certo punto, le frasi pungenti e velenose di Musetta e Marcello: il pittore ha scoperto l'amica mentre civettava con un avventore e le fa una violenta scenata di gelosia, alla quale la ragazza reagisce infuriata. Anch'essi si lasceranno: la vita in comune č diventata un inferno. Mentre Mimė e Rodolfo si avviano verso i loro ultimi giorni di felicitā, Musetta continua a lanciare atroci insulti contro Marcello, che rientra nel cabaret furibondo.

 

 

 

QUADRO QUARTO
 

Nella Soffitta.
Rodolfo e Marcello, da qualche tempo lontani da Mimė e Musetta, ostentano indifferenza e perfetta felicitā, ma in realtā pensano e continuamente rimpiangono le amiche perdute. Giungono Colline e Schaunard che recano una magra cena: pane e un'aringa. Simulando un gaio e ricco festino, i quattro buontemponi inscenano una buffa pantomima, ballando e cantando con umoristico brio. Ma l'animata scena č interrotta dall'arrivo improvviso di Musetta, che accompagna Mimė sofferente e semisvenuta. La ragazza č infatti gravissima: sentendo prossima la fine ha voluto rivedere il suo Rodolfo e, per strada, ha incontrato Musetta che da tempo la cercava. Rodolfo adagia Mimė sul letto e gli amici si prodigano per recarle qualche conforto: Musetta venderā i suoi orecchini, Colline impegnerā il suo vecchio pastrano. Rimasta sola con Rodolfo Mimė rievoca i dolci momenti del loro amore e si stringe ancora, con infinita passione, all'unico uomo che ha veramente amato.
Rientrati gli amici, Mimė prende con gioia dalle mani di Musetta un manicotto che ella crede dono di Rodolfo e si assopisce quietamente. Musetta prega per la salvezza dell'amica; Rodolfo continua ad illudersi finché il contegno degli astanti gli rivela che Mimė si č spenta. Piangendo, si getta allora sul corpo della fanciulla invocandola disperatamente.

 

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