64 Stagione Lirica Sperimentale- Spoleto 2009                                       <<

 Programma          

 

Gaetano Donizetti

 

(1797 - 1848)

 

L'elisir d'amore

TRAMA

 

Atto Primo:

La vicenda si svolge in un villaggio basco verso la fine del settecento. In una fattoria, mentre un gruppo di mietitori e mietitrici si concede sotto l'ombra di un albero un po' di riposo, Adina, una ricca fittavola che non solo sa leggere e scrivere ma e' anche erudita, e' impegnata nella lettura dell'antica storia di Tristano e Isotta, innamoratisi per effetto di un filtro amoroso. In disparte, il timido contadino Nemorino si strugge d'infelice amore per la ragazza (Cavatina "Quanto e' bella quanto e' cara"): Divertita per la storia, Adina la legge ora ai contadini: Tristano, respinto da Isotta, beve un filtro amoroso e in un istante conquista il cuore dell'amata. (Cavatina "Della crudele Isotta"). Nemorino capisce di trovarsi in una situazione simile e vorrebbe venire in possesso anche lui di un filtro tanto portentoso: da povero e impacciato contadino qual'e' non sa spiegare i suoi sentimenti ad Adina. Dal canto suo la ragazza e' troppo orgogliosa per venire incontro all' ingenuo Nemorino nella sua desolazione. Improvvisamente la scena si anima: un rullo di tamburo richiama la gente. Il sergente Belcore cerca acquartieramento per il suo drappello. Di bell' aspetto e intrapprendente, Belcore e' l'esatto opposto di Nemorino. Con sguardi focosi e parole galanti riesce ad attirare su di se' l' attenzione di Adina e le fa persino delle proposte di matrimonio (Cavatina "Come Paride vezzoso"). Rimasta sola con Nemorino Adina gli fa capire l' inutilita' dei suoi sforzi per conquistarla: per lei, volubile e capricciosa, l' amore fedele e' una pura follia e per questo le piace cambiare amante ogni giorno (Duetto "Chiedi all' aura lusinghiera").

Nella piazza del villaggio c'e' movimento, al suono di una tromba fa il suo ingresso su un carro dorato il dottor Dulcamara, un ciarlatano che si fa passare per un taumaturgo. Con parole tronfie che fanno subito presa sugli abitanti del villaggio li' accorsi in gran numero, Dulcamara vanta i suoi grandiosi successi come guaritore. Egli sa benissimo qual' e' la cosa piu' importante: guadagnarsi la fiducia della gente. Questo furbacchione da ad intendere che sa sconfiggere non solo i malanni fisici ma anche quelli psichici. (Cavatina "udite, udite, o rustici").

Nemorino pensa che quest' uomo "miracoloso" faccia proprio al caso suo e vuole approfittare della buona occasione. Del racconto di Adina su Tristano e Isotta non ha compreso molto; che pero' esista un elisir d' amore con cui si puo' conquistare il cuore della persona amata, questo si' che l'ha capito. Pieno di curiosita', chiede ora al prodigioso dottor Dulcamara se possiede anche "la bevanda amorosa della regina Isotta" Eccome! Dulcamara non ha bisogno di guardarlo a lungo per indovinare i suoi crucci: sa leggere sul viso del disperato Nemorino come su di un libro aperto. L'astuto medicastro vende cosi' al candido semplicione una bottiglia di Bordeaux in cambio di uno zecchino, il suo intero patrimonio. In tutta serietaa', Dulcamara aggiunge che l'elisir fara' effetto dopo 24 ore, e cioe' dopo che il ciarlatano ambulante se la sara' svignata. (Duetto "voglio dire").

Nemorino, convinto di possedere finalmente l' onnipotente elisir, comincia a berne dei sorsi .... e gli effetti (del vino!) non tardano a farsi sentire: a vista d'occhio diviene sempre piu' euforico e sicuro di se'. Nei confronti di Adina egli ostenta una indifferente superiorita'. Adina e' irritata e anche un po' incollerita (Duetto "Esulti pur la barbara"), tanto piu' volentieri ella si lascia convincere da Belcore e da' all' irruente fanfarone il suo consenso al matrimonio che si dovra' celebrare tra sei giorni (Terzetto "in guerra ed in amor").

A questo punto Belcore riceve un dispaccio con l'ordine di mettersi in marcia con il suo drappello gia' la mattina seguente. Belcore propone allora che le nozze siano anticipate e celebrate in giornata. Nemorino, ricordando che l'elisir fara' effetto solo dopo 24 ore, prega insistentemente Adina di attendere ancora un giorno prima di sposare Belcore. Invano! Frattanto tutti si fanno gioco dello smanioso Nemorino prendendolo per matto e si preparano a partecipare alla festa di nozze (Quartetto "Adina credimi")

 

Atto Secondo:

Nella fattoria di Adina si preparano le nozze imminenti. Dulcamara e Adina improvvisano una scenetta dal titolo "La Nina gondoliera e il senator Tredenti" (Barcarola " Io son ricco e tu sei bella"). Compare poi il notaio ma Adina differira' la firma del contratto di matrimonio, lo firmera' poi in serata quando anche Nemorino sara' presente alle nozze; cosi' potra' vendicarsi di lui.

Giunge Nemorino, disperato! Dulcamara gli consiglia di prendere una seconda bottiglia di elisir per anticiparne l' effetto. Ovviamente richiede un compenso in contanti ma Nemorino ha gia' investito il suo intero patrimonio nella prima bottiglia ed e' a corto di soldi e confida proprio al suo rivale Belcore di avere bisogno di denaro. Belcore ha subito una soluzione pronta: Nemorino dovra' arruolarsi nel suo esercito cosi' potra' guadagnare venti scudi subito, all'atto dell' arruolamento. Con questa mossa Belcore pensa di togliere abilmente di mezzo lo scomodo concorrente e Nemorino da parte sua puo' ora comprarsi un' altra bottiglia dell' elisir col quale spera di conquistare il cuore di Adina ancor prima di partir soldato. Il patto viene sancito da una stretta di mano (Duetto "Venti scudi").

Miracolo su miracolo! Nemorino non sa ancora l'ultima nuova che la contadina Giannetta si affretta a raccontare in giro: lo zio di nemorino e' morto lasciandogli una grossa eredita' (Coro "Saria possibile?"). Le belle del paese circondano di attenzioni il giovane che rimane totalmente sbalordito e cercano di ottenerne il favore. Nemorino e' confuso e non senza ragione, sembra proprio che l'elisir cominci a mostrare gli attesi effetti ! Dulcamare e' perplesso e Adina, che non sa nulla dell' eredita', osseva con sospetto le premure delle ragazze verso nemorino. (Quartetto "Dell'elisir mirabile"). Tale sospetto rivela ora i veri sentimenti di Adina verso il giovane. Dulcamara, che intanto comincia a credere anche lui alla forza prodigiosa del suo elisir d' amore, le racconta che Nemorino ha comprato da lui una pozione magica e che pre procurarsi il denaro si e' fatto arruolare da Belcore. Adina comprende tutto e quando Dulcamare offre anche a lei l'elisir la ragazza rifiuta sorridendo. Non ha bisogno di nessuna pozione: vuole riconquistare Nemorino con la sola forza dei suoi occhi e del suo sorriso. (Duetto "Quanto amore").

Nemorino s'e' accorto della "furtiva lagrima" spuntata negli occhi di Adina mentre le ragazze lo corteggiavano: ha ormai la certezza che il suo amore e' corrisposto. (Romanza "Una furtiva lagrima").

Adina ha intanto riacquistato da Belcore il contratto di arruolamento di Nemorino e glielo riporta, restituendogli cosi' la liberta' e finalmente vince la sua ritrosia e confessa a Nemorino tutto il suo amore. nemorino e' al colmo della felicita'! Belcore e' ora il perdente ma nel prossimo viaggio sapra' rifarsi lanciandosi in una nuova avventura: di donne puo' averne quante ne vuole! Vincitore e' l' astuto Dulcamara: sicuro di se', si vanta di essere non solo riuscito ad unire i due amanti, ma anche ad arrichcire nemorino. Chi puo' metterlo in dubbio?

I paesani portano in trionfo il ciarlatano e comprano in gran quantita' il suo magico "licore" (Aria finale "Ei correggge ogni difetto").

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