Commemorazione del 34° anniversario della morte

del brig. P. Cuzzoli e dell’app. I. Cortellessa

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 Servizio di LAURA CIULLI

 Foto, riprese e montaggio di RICCARDO SPINELLA

 Viterbo (Ponte di Cetti) - 11 agosto 2014

 

RASSEGNA STAMPA

 

          

 

Trentaquattro anni fa, esattamente l'11 agosto 1980 il brigadiere Pietro Cuzzoli di Caprarola e l'appuntato Ippolito Cortellessa di Vivaro Romano, nel giorno di santa Chiara, affrontando il rischio, sono barbaramente uccisi da alcuni terroristi.

Giorni prima la strage della stazione di Bologna: momenti difficili e violenti in Italia ed anche la città dei Papi,si appresta a pagare un tributo di sangue nel rigurgito di anni definiti di "piombo".

 

I due carabinieri a bordo della gazzella Alfa 1800 si dirigono sulla Cassia alla ricerca di pericolosi malviventi che hanno appena compiuto una rapina ai danni della Banca del Cimino al quartiere Pilastro. Ignari vanno incontro alla morte proprio a Ponte di Cetti, per mano di spietati terroristi di Prima Linea (estrema sinistra), nata in Lombardia nel 1976.

Mimetizzati tra un gruppo di persone che attendevano il pullman per Roma, invece di esibire i documenti richiesti dal Cuzzoli, gli sparano, nonostante abbia reagito ferendo gravemente il terrorista Michele Viscardi,  poi pentitosi.

 

L'appuntato Cortellessa, arrivato a Viterbo nel 1979 con la mansione di conduttore di automezzi veloci, accorre in difesa del collega, ma viene colpito, anche lui mortalmente, da uno dei componenti del commando terroristico.

Ponte di Cetti diventa così il simulacro di un atto eroico compiuto da due appartenenti alla gloriosa Arma dei Carabinieri, due onesti padri di famiglia: l'appena trentenne Cuzzoli con una moglie, una bambina ed un figlio in arrivo ed il cinquantenne Cortellessa padre di due figli. 

 

Entrambi lasciano soli i loro cari nell'estremo sacrificio per il bene dell'Italia!

"Onorare solennemente i nostri caduti al servizio del cittadino, per non dimenticare due uomini a cui dobbiamo sicurezza e serenità", queste le parole dell'omelia  nella chiesetta di Ponte di Cetti, in occasione della cerimonia per il 34° anniversario del feroce eccidio dei due carabinieri caduti nell'adempimento del dovere.

 

Triste episodio della storia della Benemerita, celebrato proprio quest'anno in cui cade il  Bicentenario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri.

Composte le due vedove con al petto la Medaglia d'Oro al Valor Militare,  come a testimoniare l'ennesimo atto d'amore di due donne accompagnate dai propri figli, che rendono ancora una volta omaggio, in questo giorno così fatale e doloroso. Momenti toccanti anche durante la deposizione della corona d'alloro nel luogo dell'eccidio, con l'amorevole abbraccio del Generale di Divisione Comandante Legionale, Gaetano Maruccia, che ha accompagnato Luisa D'Ambrosio Cuzzoli e Beatrice Principe Cortellessa  dinanzi alla lapide eretta nel luogo del martirio dei loro mariti.

 

L'Arma si è stretta ancora una volta accanto ai familiari di due colleghi che hanno pagato con la vita il loro essere "Nei secoli fedele".

 

Ricordato anche il maresciallo di Montefiascone Antonino Rubuano (M.O.V.C. ) morto anche lui nello stesso giorno, in un incidente durante l'inseguimento di un'autovettura in cui si riteneva fossero in fuga gli altri componenti del commando.

Tra le Autorità presenti: per la Prefettura Francesco Tarricone; per la Provincia il vice presidente Paolo Equitani; l'assessore Giacomo Barelli, in rappresentanza del sindaco Leonardo Michelini.  Il sindaco di Vivaro Romano (di cui era nativo l'appuntato Cortellessa) Francesco Mezzaroma. Per l'Arma il colonnello Mauro Conte del Comando Provinciale di Viterbo, il capitano Alfredo Tammelleo ed il comandante del Nucleo Informativo Augusto Gioiosi.

Per la Guardia di Finanza il tenente colonnello Domenico Castagliola.

Commossi i numerosi componenti dell'Associazione Nazionale Carabinieri Sezione Maresciallo Cuzzoli con il presidente Bernardino Colageo.

Tra il gruppo di Vivaro Romano anche il cugino dell'appuntato Cortellessa, anch'egli ex carabiniere, che l’ha ricordato come un uomo buono e coscienzioso. Fiero di un cittadino come lo scomparso appuntato anche il sindaco Francesco Mezzaroma, cui si è aggiunto il diacono Nazzareno Cerini con commosse parole nei riguardi di questi eroi del nostro tempo.

 

Laura Ciulli

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