Volgiti, che fai - gruppo teatrale                                                                        1

ESTASIARCI 2003, Torre di Chia - sabato 12 luglio

 

Gruppo Teatrale "Volgiti, che fai", DI UNA TORRE E DI UN BOSCO, passeggiata-performance in

compagnia dell'ultimo Pasolini, a cura di Antonello Ricci, con Michela Benedetti, Maurizio Bruziches,

Silvio Cappelli, Olindo Cicchetti, Sara Grimaldi e Maria Chiara Porretti

Durata dell'evento, 2 ore e 30'

 

18.30 appuntamento Terminal Cotral, località Riello (si richiede disponibilità di automobile e

         abbigliamento adeguato: scarpe chiuse, cappellini, acqua)

19.00 arrivo nei pressi della Torre (si lasciano le auto ai bordi della Statale Ortana)

19.15 passeggiata (primo momento di racconto e lettura sulle sponde del rivo ai piedi del Castello;

         secondo momento ai piedi della Torre Ghibellina)

20.30 congedo, rientro alle macchine, ritorno in città

 

Nei pressi di Viterbo, mentre gira le prime sequenze del Vangelo Secondo Matteo, Pasolini visita un

fortilizio medioevale abbandonato. Se ne innamora. È la primavera del 1964. Nel 1966 scrive che

vorrebbe andare a vivere dentro quella Torre che non può comprare, "nel paesaggio più bello del

mondo, dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce,

colli, acque e botri". Al poeta friulano sembra che – in quel luogo incantato – la natura abbia giocato a

fare il verso all’arte, illusa innocenza d’un cosmo perfetto e gioioso. L’acquisto del diruto immobile si

realizza nell’autunno 1970. Pasolini vi soggiornerà spesso negli ultimi anni di vita. Spedirà da lì non

poche delle sue Lettere Luterane: l’estrema denuncia dell’apocalisse antropologica (le aberranti derive

culturali indotte dal potere neocapitalista sul tessuto più intimo della vita nazionale, sul millenario

patrimonio artistico, sul paesaggio agrario e sulla forma delle città). Intimamente connessa e

necessaria a questo tema sarà l’appassionata, profetica invocazione del Processo alla corrotta casta

democristiana, colpevole d’un "errore di interpretazione politica che ha avuto conseguenze disastrose

nella vita del nostro paese".

 

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